Principio 3: Definizione dei limiti critici

Stabilire i limiti critici che devono essere osservati per assicurare che ogni CCP sia sotto controllo. Il limite critico è il valore di riferimento che separa l’accettabilità dall’inaccettabilità. I limiti sono desunti da quelli di legge, ove presenti, oppure dalle GMP (Good Manufacturing Practices), ossia le buone pratiche igieniche di lavorazione proprie di un'azienda.

Un classico esempio è rappresentato dalle temperature minime e massime di conservazione degli alimenti soggetti a degradazione, dai tempi di lavorazione o dai parametri microbiologici e chimici. Non sempre i limiti sono numerici: possono corrispondere a parametri sensoriali visibili (presenza o assenza di sporco).

Principio 4: Definizione delle procedure di monitoraggio

Attuare una serie di osservazioni e misure per tenere sotto controllo i CCP entro i limiti critici. Un piano minimo di controllo aziendale deve prevedere:

  • Controllo e qualifica dei fornitori;
  • Controllo della conservazione dei prodotti e registrazione delle temperature;
  • Controllo e pianificazione delle condizioni igieniche generali.

Il piano deve inoltre riportare chiaramente chi si occupa di monitorare, quando vengono effettuate le misurazioni e come viene effettuata la valutazione dei risultati.
Le nostre aree di intervento: Biella | Borgomanero | Vercelli | Seregno e Brianza

Ti serve aiuto? Contattaci utilizzando l'app WhatsApp

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.