Principio 5: Definizione e pianificazione delle azioni correttive

Stabilire in anticipo le azioni da attuare quando il monitoraggio indica che un particolare CCP è fuori dai limiti critici. La sua efficacia è data dalla tempestività, consentendo il ritorno alle condizioni di sicurezza nel più breve tempo possibile.

Le azioni correttive devono comprendere la correzione della causa, la verifica del rientro nei parametri, le procedure di blocco per gli alimenti non sicuri prodotti in quel lasso di tempo e la registrazione dettagliata dell'accaduto.

Principio 6: Definizione delle procedure di verifica

Stabilire procedure per confermare che il sistema H.A.C.C.P. stia funzionando efficacemente. Viene verificato sul campo se ciò che è stato pianificato viene effettivamente eseguito e se le misure adottate sono adeguate allo stato dell'arte. La frequenza delle verifiche (da indicare nel piano di autocontrollo) dipende dalle dimensioni aziendali, dal numero di dipendenti e dalle non conformità rilevate. Il sistema è dinamico e soggetto a integrazioni continuous.

Principio 7: Definizione delle procedure di registrazione

Predisporre documenti e registrazioni adeguati alla natura e alle dimensioni dell'impresa alimentare per dimostrare l'effettiva applicazione delle misure. La documentazione deve essere tassativamente firmata dal responsabile del piano di autocontrollo. Su questi registri si basa, infatti, gran parte del controllo ufficiale (ispezioni e audit) da parte dei servizi di prevenzione dell’USL (Servizi Veterinari e SIAN).

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